Questo pemeriggio mi sono goduta la visione del nuovo film di Gabriele Muccino, “La ricerca della felicità”, consigliato da Sara qualche giorno fa e criticato da molti.
Ebbene, ammetto che alla fine ho fatto un pianto esagerato! Perchè se il film, per tutta la sua durata, è pieno di sventure, una dopo l’altra, di delusioni, fallimenti, amarezze che culminano nella disperazione più assoluta (e che effettivamente rendono il film un pò pesantino da seguire) , alla fine vale la pena aver sofferto un pò per gioire in modo più profondo di questa bellissima storia. Che non mi sento di definire “il classico clichè dell’american dream” , o “americanata col lieto fine”! Perchè prima di tutto si tratta di una storia vera e poi perchè il lieto fine non è così scontato. La soddisfazione finale (che non racconto per rispetto di chi ancora deve vederlo) è assolutamente meritata, dopo tutto quello che ha dovuto passare.
Quindi, bravo Muccino che è riuscito ad arrivare fino ad Hollywood e bravo il vero personaggio del film che per raggiungere ciò che sognava ha lottato con le unghie e con i denti, senza arrendersi mai, senza perdere mai il sorriso e la volontà di perseguire ciò che si era prefissato.
Questo film rappresenta un incentivo per tutti coloro che credono nei propri sogni e ai quali ha dato (forse) un motivo in più per non smettere mai di inseguirli.
Alessia